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Il regista Nanni Moretti si trova attualmente in terapia intensiva all’ospedale San Camillo di Roma. I motivi sono legati ad un nuovo infarto che ha colpito il regista 71 enne. Ricordiamo inoltre che Moretti era reduce da un primo infarto ad ottobre che lo aveva già debilitato notevolmente. Giunto in ospedale nel pomeriggio di oggi, 02 aprile, con un trasporto d’urgenza, è stato immediatamente sottoposto ad un’operazione chirurgica. Attualmente si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica.

Dopo il primo infarto che lo aveva colpito ad ottobre, il regista dovette saltare la presentazione del suo ultimo film come produttore, Vittoria di Alessandro Cassignoli. Ma fu lui stesso a tranquillizzare i suoi fan dichiarando che la situazione si era stabilizzata e che sarebbe tornato presto al suo lavoro. Ed in effetti è proprio quello che ha fatto. Ma oggi pomeriggio un nuovo episodio l’ha colpito ed ora aspettiamo di conoscere il responso. Pare che le condizioni in cui si trova Nanni Moretti siano molto serie e la prognosi resta pertanto riservata.

Nanni Moretti: il primo infarto ad ottobre

Quando fu colpito ad ottobre da un primo episodio di infarto Nanni Moretti riuscì a recuperare in fretta. Tanto che, non appena dimesso, andò a Roma al cinema Nuovo Sacher per riprendere subito il suo lavoro. Questa volta, purtroppo, la situazione sembra essere decisamente più grave e per questo chi gli sta vicino raccomanda discrezione. Un modo, questo, per portare rispetto sia al regista che ai suoi cari.

Nanni Moretti, classe 1953, è un regista, sceneggiatore e produttore. I suoi film sono caratterizzati da un sarcasmo sopra le righe che prende in giro soprattutto i luoghi comuni. Tantissime le citazioni tratte dai suoi film. Come non ricordare per esempio la famosissima frase: “Faccio cose, vedo gente”. Tratta dal suo capolavoro del 1978 Ecce Bombo. Ma se dovessimo enunciare tutte le frasi iconiche dei film di Moretti non basterebbero queste poche righe.

Nanni Moretti ha segnato una generazione della Roma anni 70 ed anni 80. Ma guardare i suoi film, anche oggi, ci fa capire moltissime cose. E può insegnare alle nuove generazioni molti aspetti e sfaccettature dell’essere umano sviscerandolo, sempre, con grande ironia. Insomma non ci resta che augurare al grande regista una pronta guarigione. Noi tutti lo aspettiamo a braccia aperte.

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